Riki Cellini racconta “L’estate tutto l’anno”
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14/04/2026 | lorenzotiezzi
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Cantautore del panorama musicale indipendente italiano, Riki Cellini ha recentemente pubblicato il nuovo album “L'estate tutto l'anno”, un lavoro che intreccia inediti e riletture della tradizione cantautorale. In occasione dell'uscita, l'artista sarà in concerto giovedì 23 aprile al Bravo Caffè di Bologna, dove porterà dal vivo il progetto in una dimensione acustica e intima.
Giovedì 23 aprile al Bravo Caffè presenterai il tuo nuovo album “L'estate tutto l'anno”: hai già in mente con quale brano aprirai la scaletta di questa serata acustica?
Il primo brano sarà “L'amore domani”, il nuovo singolo del disco, introdotto da un “ouverture” strumentale molto emozionale. Perfetta per catturare e stabilire la prima connessione con il pubblico.
Il Bravo Caffè è uno spazio molto intimo, con il pubblico vicino al palco: come cambia il tuo modo di suonare in un contesto così raccolto?
Amo i club dove la musica risuona da vicino. Mi piace poter guardare negli occhi le persone, trasmettere calore, autenticità. Nei miei concerti le interazioni con il pubblico sono una costante importante. Mi diverto, sto bene e, chi vive con me questo momento, si lascia volentieri accompagnare nel mio mondo musicale.
Il singolo “L'amore domani”, scritto con Attilio Fontana e Valerio Baggio, è uno dei brani centrali del disco: come prenderà forma dal vivo?
Il live che sto portando in giro insieme a Valerio è un concerto acustico, voce e pianoforte: essenziale, senza filtri. Molti brani del nuovo album sono stati registrati in presa diretta, proprio così, in acustico. “L'amore domani”, in questa chiave, prenderà una forma più intima e confidenziale ma non per questo meno potente.
Nel disco alterni riletture come “Azzurro” e “Balla balla ballerino” a inediti: c'è un brano che secondo te dal vivo può sorprendere di più?
Sicuramente “Azzurro” perché rispetto alla versione originale di Celentano, l'ho capovolta emotivamente. Fare una copia del colosso scritto da Paolo Conte sarebbe stato un esercizio di stile che non avrebbe spinto sul contenuto emotivo. Ho cercato invece di dialogarci con “Azzurro”, di dare alla canzone un altro punto di vista, di ricercare una nuova verità emotiva. L'ho fatto in punta di piedi, con rispetto per la tradizione cantautorale e con grande amore per la musica italiana.
Quanto conta per te l'energia del pubblico in un live come questo, così diretto?
Conta molto proprio perché si instaura un rapporto diretto. Il concerto patinato non mi veste bene. Qui c'è un racconto che si scrive insieme, un viaggio condiviso tra ricordi, citazioni in bianco e nero e futuri ancora da scrivere. La dimensione acustica lascia spazio all'improvvisazione, ai cambi di registro e a quella genuina complicità che ti permette di sperimentare. Valerio Baggio, un vero fuori classe, è il mio compagno di musica sia in studio che nei live da oltre vent'anni. Ormai siamo in simbiosi e ci permettiamo di giocare con i brani in scaletta, soprattutto con quelle canzoni scolpite nella memoria di tutti. Penso a “Comprami” oppure a “Se mi lasci non vale” dove il pubblico si carica e scatta la partecipazione.
Hai suonato in tanti club: cosa ti piace di un posto come il Bravo Caffè e di una città come Bologna?
Mi piace proprio per quello che ti ho raccontato poco fa: l'autenticità e il dialogo. Sono onorato di essere entrato nella programmazione del Bravo, grazie al suo direttore artistico. È una vera istituzione per la città e per la musica dal vivo. Ci hanno suonato molti dei miei miti. Bologna poi è il mio primo grande amore e, come ben sai, il primo amore non si scorda mai!
A fine serata, che tipo di sensazione ti piacerebbe portarti via da questa data?
Leggerezza ovvero la consapevolezza di aver potuto regalare un sorriso, un'emozione. Questo è il grande potere della musica.
Giovedì 23 aprile al Bravo Caffè presenterai il tuo nuovo album “L'estate tutto l'anno”: hai già in mente con quale brano aprirai la scaletta di questa serata acustica?
Il primo brano sarà “L'amore domani”, il nuovo singolo del disco, introdotto da un “ouverture” strumentale molto emozionale. Perfetta per catturare e stabilire la prima connessione con il pubblico.
Il Bravo Caffè è uno spazio molto intimo, con il pubblico vicino al palco: come cambia il tuo modo di suonare in un contesto così raccolto?
Amo i club dove la musica risuona da vicino. Mi piace poter guardare negli occhi le persone, trasmettere calore, autenticità. Nei miei concerti le interazioni con il pubblico sono una costante importante. Mi diverto, sto bene e, chi vive con me questo momento, si lascia volentieri accompagnare nel mio mondo musicale.
Il singolo “L'amore domani”, scritto con Attilio Fontana e Valerio Baggio, è uno dei brani centrali del disco: come prenderà forma dal vivo?
Il live che sto portando in giro insieme a Valerio è un concerto acustico, voce e pianoforte: essenziale, senza filtri. Molti brani del nuovo album sono stati registrati in presa diretta, proprio così, in acustico. “L'amore domani”, in questa chiave, prenderà una forma più intima e confidenziale ma non per questo meno potente.
Nel disco alterni riletture come “Azzurro” e “Balla balla ballerino” a inediti: c'è un brano che secondo te dal vivo può sorprendere di più?
Sicuramente “Azzurro” perché rispetto alla versione originale di Celentano, l'ho capovolta emotivamente. Fare una copia del colosso scritto da Paolo Conte sarebbe stato un esercizio di stile che non avrebbe spinto sul contenuto emotivo. Ho cercato invece di dialogarci con “Azzurro”, di dare alla canzone un altro punto di vista, di ricercare una nuova verità emotiva. L'ho fatto in punta di piedi, con rispetto per la tradizione cantautorale e con grande amore per la musica italiana.
Quanto conta per te l'energia del pubblico in un live come questo, così diretto?
Conta molto proprio perché si instaura un rapporto diretto. Il concerto patinato non mi veste bene. Qui c'è un racconto che si scrive insieme, un viaggio condiviso tra ricordi, citazioni in bianco e nero e futuri ancora da scrivere. La dimensione acustica lascia spazio all'improvvisazione, ai cambi di registro e a quella genuina complicità che ti permette di sperimentare. Valerio Baggio, un vero fuori classe, è il mio compagno di musica sia in studio che nei live da oltre vent'anni. Ormai siamo in simbiosi e ci permettiamo di giocare con i brani in scaletta, soprattutto con quelle canzoni scolpite nella memoria di tutti. Penso a “Comprami” oppure a “Se mi lasci non vale” dove il pubblico si carica e scatta la partecipazione.
Hai suonato in tanti club: cosa ti piace di un posto come il Bravo Caffè e di una città come Bologna?
Mi piace proprio per quello che ti ho raccontato poco fa: l'autenticità e il dialogo. Sono onorato di essere entrato nella programmazione del Bravo, grazie al suo direttore artistico. È una vera istituzione per la città e per la musica dal vivo. Ci hanno suonato molti dei miei miti. Bologna poi è il mio primo grande amore e, come ben sai, il primo amore non si scorda mai!
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Leggerezza ovvero la consapevolezza di aver potuto regalare un sorriso, un'emozione. Questo è il grande potere della musica.
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